Margarita e il gallo


Arguta e gioiosa commedia rinascimentale in tre atti scritta da Edoardo Erba

Regia di Casimiro Gatto
Con Fedele Battipede, Luigi Grisolia, Rosanna Guaragna, Alessandro Laitano e Mariella Pudia
Scenografia di Andrea Magnelli
Costumi Sartoria teatrale Catia Mancini e Petra Zaskolna
Scritta da Erba nel 2006 “Margarita e il gallo” è una commedia coinvolgente, piccante ed imprevedibile, specchio della società rinascimentale, così lontana nei secoli eppure così simile alla nostra, per modus vivendi.
Ambientata nel ‘500, la trama ruota attorno allo spregiudicato progetto di Annibale Guenzi, tipografo fiorentino, di concedere le virtù della moglie Bianca al Visconte Morello, famigerato “gallo” della zona con la perversione dei piaceri del corpo da…tergo, pur di ottenere lavoro a corte. Questo maldestro intendimento s’infrange tuttavia contro l’indisponibilità della donna corsa al capezzale della madre improvvisamente ammorbata. La vena truffaldina dell’uomo non si piega e decide di sostituire la consorte con Margarita, la servetta lombarda appena assunta. Questa, rozza ma sveglia, dopo aver compreso il prezzo che dovrà pagare, e grazie alla parentela “magica” con la madre (la strega del paese), con un atto di stregoneria inscena un paradossale scambio d’identità tra lei e il tipografo che l’aiuterà a mettersi in salvo dalle manovre di Annibale e da quelle ben più pericolose del ruspante Visconte Morello. Con “Margarita e il gallo” Edoardo Erba ricrea stile e situazioni della commedia degli equivoci tipicamente cinquecentesca, proponendo una macchina testuale a sorpresa, intessuta di gusto parodistico che fotografa il rapporto tra i sessi in modo attuale e incisivo, disegnando caratteri puntigliosamente costruiti. Pur venato da trame boccaccesche, lo spettacolo si mantiene costantemente all’interno del decoro linguistico e del gustoso doppio gioco, immergendo lo spettatore in un’atmosfera d’ironia acuta e divertente e, anche quando la matassa si avviluppa e la scena assume i colori oscuri ed inquietanti del rito magico si ha la sensazione che lo spettacolo possa deflagrare in aperta farsa.