Lisistrata di Aristofane

REGIA DI CASIMIRO GATTO

SCENE E LUCI DI ANDREA MAGNELLI

Con in ordine di apparizione

Lisistrata: Rosanna Guaragna
Calonice: Francesca Bonifati
Mirrine: Martina Aloisio
Lampitò: Lucrezia Zaccaro
Coro dei Vecchi: Antonio De Biase, Fedele Battipede, Luigi Grisolia, Domenico Perri
Coro delle Donne: Luana Fazio, Rosa Maria Cappelli, Filomena De Tommaso, Maria Francesca Piragine
Prefetto: Domenico Donato
Cinesia Pisellonide: Luca Donadio
Ambasciatore Spartano: Fedele Battipede
Ambasciatore Ateniese: Roberto Coscia de Cardona
La Pace: Katia Sartore
E con la partecipazione di Francesco Conte e Laura Bruno

Testo scritto duemilacinquecento anni fa ma di un’attualità disarmante per il modo ironico e licenzioso con cui vengono trattati temi così alti come l’impegno politico (l’emarginazione femminile e la guerra) ed etico, “Lisistrata” può essere considerata un vero e proprio manifesto pacifista anti litteram. Una commedia che più di ogni altra sottolinea la forza motrice del sesso, ritenuto già dai Greci tanto potente da poter condurre alla soluzione di una guerra. Aristofane qui pone le donne sullo stesso piano degli uomini inneggiando all’eguaglianza. È un riscatto di genere, o meglio una vera e propria guerra tra i generi, animata dall’intenzione più nobile: ristabilire la pace e la tranquillità. A far da sfondo alla vicenda sono le sanguinose guerre del Peloponneso (combattute tra il 431 ed il 404 a.C., da Sparta ed Atene) che spingono l’ateniese Lisistrata, a radunare le donne di Atene e delle città vicine nell’acropoli.  Lisistrata ha un messaggio molto importante da portar loro, è sicura di avere trovato un mezzo per porre fine a ciò che provoca tanto dolore e tanta solitudine. Il sesso fa muovere il mondo e l’eroina ateniese lo sa, ne è convinta e mette in atto uno stratagemma creativo e surreale: tutte le donne greche dovranno astenersi dall’avere rapporti sessuali con i mariti cosicché questi finiranno per impazzire e allora, sedotti e non accontentati, potranno abbassare le armi e finalmente ascoltare le loro mogli.