Il povero Piero

Tre atti + Prologo di  Achille Campanile

Regia di Casimiro Gatto

con  Fedele Battipede, Angela Buccino, Rosalinda Capalbi, Antonio De Biase, Caterina De Cristofaro, Filomena De Tommaso, Stefania Di Trapano, Luca Donadio, Matteo Donadio, Domenico Donato, Sergio Ferraro, Laura Longo, Arianna Orlando, Gabriele  Pacenza, Luigi Pacenza, Agostina Pugliese, Claudia Soppelsa, Liborio Vetere e Lucrezia Zaccaro

“Il povero Piero” è la storia agrodolce di ciò che potrebbe accadere in una famiglia durante un funerale. Ciò che lo scrittore romano vuole mettere alla berlina è l’intera architettura delle convenzioni, dai telegrammi alla commozione, dalle frasi fatte alle lacrime, dagli amici che si riconoscono nel momento del bisogno ai parenti serpenti. L’effetto è un ritratto impietoso e divertito di un’intera società e della sua cultura. Dietro il muro delle apparenze, dietro le finestre chiuse in segno di lutto, si celano inconfessabili egoismi, disinteressi, convenienze e falsità. “Il povero Piero” è tratto da un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1959 dalla casa editrice Rizzoli. Le vicende dei personaggi si dipanano intorno alla morte (in realtà solo apparente) del “povero Piero”, dando vita a una serie di equivoci; le disposizioni di Piero, infatti, prevedono che l’annuncio della propria morte avvenga solamente dopo i funerali. Ma la notizia trapela e i familiari sono costretti a fronteggiare le visite dei parenti, in parte addolorati, che mostrano le proprie ipocrisie di fronte alla morte di un loro caro. Si sviluppa così una storia fatta di sotterfugi, poiché la famiglia del povero Piero tenta inizialmente di tacere la morte dello stesso, nascondendo il “cadavere” nei posti più impensati della casa, creando una serie di situazioni paradossali. Campanile, però, oltre ad offrirci pagine pungenti, satiriche ed esilaranti, ci regala anche stralci d’intensa riflessione sul senso della morte e della vita. La messa in scena intende evidenziare la forza del linguaggio dello scrittore, giornalista e drammaturgo, attraverso un radicale taglio dei personaggi. Agli attori è affidato l’arduo compito di restituire la brillantezza e il ritmo vorticoso della scrittura di Campanile, attraverso personaggi che appariranno seri, faceti, reali, grotteschi.