Il medico dei pazzi

Tre atti di Eduardo Scarpetta

Regia di Casimiro Gatto

con Martina Aloisio, Fedele Battipede, Alessandro Bertucci, Paola Castrovillari,  Domenico Donato, Ivan Donadio, Luca Donadio, Matteo Donadio, Sabrina Fasanella, Sergio Ferraro, Matteo Forestieri, Rosanna Guaragna, Luigi Grisolia, Mattia Oliveto, Mariella Pudia, Marco Rosa, Claudio Scriva, Claudia Soppelsa, Lucrezia Zaccaro

Scenografia di Andrea Magnelli

 Costumi di Francesca Tocci

“’O miedeco d”e pazze!”, il punto d’esclamazione è autografo sul copione del 1908 di Eduardo Scarpetta, è certamente una delle sue opere più popolari e rappresentate, cavallo di battaglia di molti grandi interpreti del nostro teatro di tradizione, in cui ritroviamo l’invenzione di quella straordinaria maschera comica che è Felice Sciosciammocca, personaggio creato da Scarpetta e che l’interpretazione cinematografica di Totò ha reso indelebile nella memoria degli spettatori. Riadattamento di una pochade francese così in voga all’inizio del secolo scorso, la farsa in tre atti, è un gioiello di comicità, un continuo susseguirsi di equivoci e situazioni imbarazzanti che pone al centro della vicenda la pazzia a cui, reale, presunta o simulata, si sono riferiti molti commediografi, romanzieri, poeti e artisti in genere nel corso dei secoli, tanto nell’inquadrarne gli aspetti di dolore e di sofferenza dell’anima, quanto nel farne oggetto d’irrisione ovvero di motore di equivoci e malintesi dal risvolto umoristico.  Scarpetta con “’O miedeco d”e pazze!” volle ritrarre gli aspetti più ironici della pazzia tant’è che più ancora che una follia simulata egli mette in scena una menzogna ben macchinata, ricca di situazioni ridicole ed equivoche, da parte di uno psichiatra millantatore, che, con sorprendente facilità, riesce a far ritener insani di mente agli occhi dello zio Felice proveniente dal paesello, degli ignari ospiti e proprietari di una pensione napoletana.