Caviale e lenticchie

Commedia in tre atti di Scarnicci e Tarabusi

Regia di Casimiro Gatto

con Martina Aloisio, Fedele Battipede, Francesca Bonifati, Antonio De Biase, Filomena De Tommaso, Luca Donadio, Ivan Donadio, Domenico Donato, Luana Fazio, Luigi Grisolia, Rosanna Guaragna, Gabriele Pacenza, Claudio Scriva, Lucrezia Zaccaro.

Luci e scene di Andrea Magnelli.

Servi, buffoni e pitocchi hanno da sempre avuto sulle tavole del palcoscenico la medesima dignità di re, eroi e condottieri. La storia del teatro è felicemente popolata da protagonisti di povera condizione, capaci di ridere delle proprie stesse miserie, e soprattutto pronti, ogni giorno, a reinventarsi la vita.  Di questa festante stirpe sono evidentemente eredi gli strampalati protagonisti di “Caviale e lenticchie”, componenti d’una famiglia popolare cui le ingegnose ribalderie del capofamiglia regalano ogni giorno più sogni che denari. Di professione egli fa l’ospite, l’invitato. Ma abusivo, intrufolato. Partecipa a battesimi, prime comunioni, matrimoni. Dove c’è da mangiare lui c’è. Gradisce, incarta e porta a casa cibo, bevande, dolci, confetti. Poi rivende tutto. È conosciutissimo tra i vip. Per tutti è il Commendatore, bravo e buono di cuore. Fa molta beneficenza: ma con i soldi degli altri. Fino a decidere di aiutare una famiglia veramente bisognosa: la propria. Gli autori, due maestri del nostro teatro leggero e di rivista, riescono a creare sulla sua figura una storia di inganni e sotterfugi, scambiando i ruoli familiari, beffando ricchi e presunti tali. Dispensando ininterrottamente comicità ed emozioni, mescolando teatro e vita. Scritta nel 1956 la commedia è stata rappresentata un po’ ovunque e tradotta in molte lingue, dall’inglese al francese, sino al russo e al giapponese.