Cafè Chantant

Commedia musicale in tre atti di Eduardo Scarpetta

Regia di Casimiro Gatto

Con Fedele Battipede, Antonio De Biase, Ivan Donadio, Luca Donadio, Luana Fazio, Vincenzo Forte, Luigi Grisolia, Rosanna Guaragna, Gabriele Pacenza, Mariella Pudia,  Alessandra Pugliese, Katia Sartore, Claudio Scriva,  Lucrezia Zaccaro

Orchestra dal vivo: Camillo Maffia, Alessandro Fuscaldo, Nunziato Di Benedetto, Eva Iannuzzi, Giuliano Struga, Francesco Russo

Musiche e scene: Andrea Magnelli

Fonico: Nellino Cosenza

Organizzazione: Gaetano Spagnuolo

Vero e proprio capolavoro di Scarpetta, “Cafè Chantant” fa ridere parlando di uno dei periodi più brutti e difficili del teatro. Ambientata in una Napoli di inizio Novecento, in piena “belle époque”, la commedia si snoda tra gli espedienti per campare di un gruppo di teatranti di prosa classica alle prese con la “crisi del settore”, a causa dello straripante successo di una nuova forma di spettacolo, appunto il Cafè Chantant. Uno spettacolo nel quale si eseguivano piccole rappresentazioni teatrali e numeri di arte varia (operette, giochi di prestigio, balletti, canzoni), in locali dove si potevano consumare bibite e generi alimentari nel corso dello spettacolo.

Cafè Chantant, con un forte riferimento legato alla realtà storica dei teatri e alla loro trasformazione, è tutto giocata sull’improvvisazione degli attori classici che si devono cimentare in un nuovo genere di intrattenimento, reinventando dei nuovi ruoli con personaggi-macchiette: la prima ballerina del can-can, il mago di scena, lo chansonnier dai lustrini malinconici, la bella chanteuse con la mossa. Un pot-pourri di personaggi con le loro miserie e le loro vittorie – tra scappatelle extraconiugali e i problemi della “fame nera” – per un vaudeville alla napoletana, per divertirsi con gusto e riflettere su un particolare momento di crisi etico sociale, facendo qualche dovuto paragone con la società contemporanea.